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04-06-2016

A me piace immaginarlo lassù, generoso e forte, a combattere, come ha sempre fatto, per un mondo migliore.

La notizia della scomparsa di Muhammad Ali lascia me e la mia famiglia sgomenti e profondamente addolorati. Con la sua morte, perdiamo un vero eroe, un’icona universale del coraggio e dell’impegno civile, una delle figure cruciali della nostra contemporaneità.

Insieme a Veronica, ai miei figli ed a tutto lo staff della Andrea Bocelli Foundation, col cuore gonfio di tristezza e di riconoscenza, desideriamo trasmettere le nostre più sentite condoglianze, ed idealmente stringerci intorno a Lonnie, ai figli ed alla famiglia del grandissimo Muhammad, il cui ricordo vivrà, non solo nei libri di storia e nel cuore di chi l’ha amato, ma anche agli occhi del mondo. Perché del mondo, ha contribuito a farne un luogo migliore, dove vivere in pace e in fraternità.

Alcuni anni fa, la vita mi ha regalato il privilegio di conoscerlo e, in seguito, di potermi dire suo amico, dopo averlo seguito da sempre sul ring, con passione ed ammirazione. Conoscerlo è stato l’avverarsi di un sogno. Ricordo che, insieme ad un comune amico, Jimmy Walker, lo raggiunsi a casa, ospite inatteso, in occasione del compleanno della moglie Lonnie. Quando ebbi di fronte quel superbo atleta, quell’uomo provato ma non piegato dalla malattia, Ali ruppe un silenzio che – mi hanno in seguito informato – durava da giorni, tra lo stupore dei presenti, regalandomi una preghiera («Sing for me», disse) che con gioia ho potuto onorare, dedicandogli una melodia italiana a cappella, con voce rotta dall’emozione. In quell’occasione, Muhammad mi donò due propri guantoni da boxe autografati, che conservo come una reliquia. 

Il giorno successivo, di fronte all’arena di Phoenix gremita di spettatori, c’era Muhammad in prima fila… Mi sono presentato sul palco indossando quei guantoni e l’ho festeggiato, mentre risuonavano le note finali del “Nessun dorma”: nulla di meglio, ho pensato, per salutare il grande guerriero, che quell’aria chiusa dal verbo “vincerò” ripetuto tre volte e capace di raccontare ad ogni latitudine uno stato d’animo contraddistinto da passione ardente ed inesauribile forza di volontà, proprio come il carattere dell’invincibile campione che avevo di fronte.    

Ali è un mito, non soltanto per la sua ma per almeno tre generazioni, un uomo che ha saputo far sentire con forza la propria contrarietà alla guerra e alla violenza. Icona universale del coraggio e dell’impegno civile, non ha mai smesso di essere sul ring, fino all’ultimo, per affrontare la propria battaglia contro il Parkinson: grazie a Muhammad, presso il Barrow Neurological Institute di Phoenix, è attiva una struttura all’avanguardia dedicata alla cura del morbo di Parkinson, tra le più avanzate negli Stati Uniti.  Grazie al supporto della Celebrity Fight Night e del suo inventore, Jimmy Walker, il “Muhammad Ali Parkinson Center – Movement Disorders Clinic” è in grado di fornire un sostegno concreto ai malati e alle loro famiglie che non possono permettersi medicine e cure.

Il mondo intero è in lutto, e prega per Muhammad, per la sua anima illuminata, affinché prosegua in pace il suo cammino, affrancata da un corpo ormai affaticato, e sia in grado di essere ovunque, ed ovunque possa continuare ad ispirarci.

Andrea Bocelli 

A me piace immaginarlo lassù, generoso e forte, a combattere, come ha sempre fatto, per un mondo migliore.

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Supervisor Massimiliano Ballanti
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Reportages and Opera contents Giorgio De Martino
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