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04-04-2015

Carissimi amici, torno a voi dopo tanto, troppo tempo, per gli auguri di Pasqua, ma lo faccio con un trasporto speciale, che si deve all’esperienza, umanamente fortissima, che ho vissuto in Haiti, proprio in questi giorni.

Quello che ho visto e vissuto in quel luogo non si può raccontare ed io rinuncio a farlo. Là ci sono bambini abbandonati, che non hanno da mangiare, da bere, che non hanno uno straccio da mettersi addosso; che non hanno nessuno che faccia loro una carezza, o rechi loro una speranza. Ci sono poi uomini e donne che camminano sotto il sole, senza una meta, col solo obiettivo di arrivare a sera e poter dire di essere sopravvissuti alla fame, alla sete, alle malattie d’ogni genere, che si debbono principalmente alla mancanza totale di igiene e di nutrimento.  

In Haiti ho visto tutto il male e tutto il bene di cui è capace l’uomo: il male prodotto dalla corruzione, dall’illegalità, dalla malvagità più indicibile di alcuni; dall’egoismo e dall’indifferenza di tutti coloro che potrebbero fare qualcosa e non fanno nulla; e il bene, che fiorisce dalle mani infaticabili di quei pochi che donano la propria vita al prossimo e lo fanno ventiquattr’ore al giorno, con una gioia e un’energia, che hanno evidentemente radici altrove.  

Fra questi pochi spicca la figura gigantesca e carismatica di Padre Rick, che con un gruppo di ragazzi che lui stesso ha cresciuto nell’orfanotrofio di Kenskoff circa 30 anni fa, ha fatto e continua ogni giorno a fare miracoli, portando speranza, aiuti materiali, cure mediche, fraternità e molto altro ancora, laddove chiunque altro farebbe fatica a sopravvivere per più di un giorno.

 E’ con questo gruppo di persone incredibili che il team della mia Fondazione opera ogni giorno come una grande famiglia che da una parte all’altra dell’oceano si stringe per regalare l’opportunità al popolo haitiano di una vita dignitosa e con lo sguardo rivolto al futuro.

 Il bene sta al male come il costruire sta al distruggere, dunque la battaglia non si svolge ad armi pari, ma non sarebbe giusto arrendersi; ne va della dignità di ogni singolo individuo che come me vive nel benessere ed aspira a sentirsi in pace con la propria coscienza nel suo mondo, in seno alla propria famiglia, in un paese che, lungi dall’essere privo di problemi anche gravi, è in grado però di dare a tutti un minimo di dignità e di speranza.    Padre Rick sorride e ci chiede di credere nella sua coraggiosissima battaglia ed io sento di dover condividere il suo ottimismo. Di fronte a un così significativo esempio di vita, ad un eroe dei nostri tempi, non posso che inchinarmi e promettere aiuto. Padre Rick ci assicura che esiste una speranza concreta ed io gli credo, perchè quello è un uomo che vede oltre, che vede con gli occhi infallibili di chi lotta ogni giorno in prima linea, sorride ed è felice.  

 La Pasqua ci insegna che il Bene vince sempre sul male, anche quando tutto sembra perduto. Che sia dunque una Pasqua felice e piena di speranza per tutti voi.  

 Io la trascorrerò in modo a dir poco inusuale: a diecimila metri di altezza sull’Oceano Atlantico per tornare a casa.  

In Italia mi aspetta la registrazione di Aida col Maestro Mehta e poi una nuova partenza, un viaggio che mi porterà in Asia.  

So che molti di voi mi sono vicini e questo mi dà una grande forza.     

Buona Pasqua a tutti voi che spero d’incontrare personalmente strada facendo, magari per una semplice stretta di mano che è sempre carica di significato, almeno per me.       

Andrea Bocelli.

 Haiti Haiti

 

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