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28-07-2014

È notte fonda ed io sono qui, nel silenzio della mia camera, mentre il pensiero vaga senza limiti di spazio e di tempo ai momenti che voglio assicurare alle stanze della mia memoria, affinché il cuore possa nutrirsene ogni volta che ne sentirà il bisogno.

Così accendo il mio piccolo computer e scrivo. Mi rivolgo con queste poche righe, a tutti coloro che da ogni parte del mondo, nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 luglio hanno fatto del mio piccolo paese un luogo fantastico in cui, come in una splendida utopia, uomini e donne diversi tra loro sotto ogni aspetto hanno vissuto assieme, prima per le vie del borgo, nei pochi locali pubblici, sforzandosi di comunicare a gesti, o mediante un inglese claudicante come il mio, oppure in lingue diverse, sorridendosi, stringendosi la mano, riconoscendosi a un anno di distanza dall’ultima volta; e poi gomito a gomito, respirando tutti assieme l’aria della campagna e più ancora, quell’atmosfera quasi surreale che il Teatro del Silenzio offre a ciascuno di noi, dal tramontar del sole, fino all’ultima nota del concerto; finché il silenzio non si riappropria del luogo. Grazie a tutti voi che avete reso possibile tutto ciò. Grazie a voi che ancora una volta, avete creduto in questa idea, tanto folle quanto piena di fascino; tanto incredibile, quanto vera; tanto audace, quanto suggestiva… Grazie di aver onorato con la vostra presenza, questi luoghi, dove io sono nato e cresciuto e dove non posso fare a meno di tornare ogni volta che posso, dove sono le mie radici, dove si parla col mio accento, con l’accento di mio padre e di tanti che come lui mi hanno aiutato a crescere, poi ci hanno lasciato. A me piace immaginarli così: tutti assieme a formare un altro pubblico; un pubblico che ci osserva e sorridendo, col cuore gonfio di gioia applaude questo incontro di persone che diventa, ogni anno che passa, sempre più un incontro di anime. Mi piace immaginare di avervi invitati tutti a casa mia, con la mia povera voce e che appena arrivati, vi siate innamorati delle nostre verdi colline, dei nostri campanili, dei tanti piccoli borghi che trasudano storia… Conosco i sacrifici che ciascuno di voi ha fatto per arrivare fino lassù a Lajatico e conosco una ad una, anche le cose che avrebbero potuto e dovuto andare meglio, ma nulla è perfetto a questo mondo, figuratevi se può esserlo un evento così decisamente fuori dagli schemi. Porto nel cuore il coro delle vostre voci, lo scroscio generoso dei vostri applausi, la stretta delle vostre mani, con cui mi avete trasmessa tutta la gratitudine che non si spiega con le parole. Grazie a voi il concerto annuale del Teatro del Silenzio è divenuto sempre più seguito, al punto che per la prima volta quest’anno, siamo riusciti a programmare in modo abbastanza concreto, l’evento dell’anno prossimo, con un anno d’anticipo. L’idea è talmente importante e audace, che mi dispiace persino rivelarla, tanto mi piacerebbe che restasse una sorpresa. ma credo che non riuscirò a tacerla dal momento in cui le intenzioni di tutti i protagonisti avranno preso forma e sostanza mediante qualche linea d’inchiostro sopra un bel foglio bianco. Se tutto andrà come io spero, quella dell’anno prossimo sarà una nuova grande sfida organizzativa e un nuovo incredibile traguardo artistico. Auguriamoci che, ancora una volta, come finora è sempre accaduto, la fortuna, o piuttosto il buon Dio aiuti gli audaci e ci assistano soprattutto le condizioni del tempo, che restano la vera grande incognita che nessuno è in grado di addomesticare. Andrea

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Photographers Giovanni De Sandre, Luca Rossetti, Fabian Hochscheid
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